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12 juillet 2006

Commentaires

Cara Angèle,
sono tre giorni che vengo qui e leggo – a piccoli morsi! – seguendo il filo dei links. Ho poco tempo, ma tu (voi) hai (avete) un sito straordinario, con tantissimi punti in comune con i miei interessi e con il mio modo di sentire. Mi ha colpito molto la tua indole mediterranea e le parole che hai scelto per comunicare questo modo di essere: perché io sono del Sud, della regione di Finisterre, e solo un braccio di mare mi divide dalle terre degli dèi. Anche le terre in cui sono nata e abito sono – a loro modo – un'isola. Un tempo questo poteva significare disperazione, oggi non più: è un'identità da difendere.

Ti lascio in dono qualche riga scritta pochi giorni fa: guardavo partire turisti del nord Italia, preparare i loro bagagli e i loro souvenir prima di tornare a casa (dopo aver passato le vacanze qui, al sole e al mare del sud), e mi domandavo se davvero avessero respirato profondamente quest'aria e il suo sentire antico:

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"Portano via le tracce del sole sulla pelle ma non gli umori penetranti dei frutti macerati nell’ora delle ombre brevi, i corpi e le cose sfatti dalla luce più intensa, quella che illumina il centro e confonde i margini. E chi va di fretta anche l’aria di sale, di calce, di pietra e di polvere chiusa nella scatola dei sogni, ma non i dèmoni meridiani di questa terra ossificata dai continui addii.

I morti morderanno pasticciotti e mostaccioli* credendo di avvertirne il gusto dolce, ma non ricorderanno i profumi morbidi del lentisco e dell’olivastro che colgono alle spalle con il caprifoglio e il mirto, né gli effluvi inattesi di rosmarino, cappero, ginestra e cisto che avvolgono il momento di assenza da sé e sorprendono intenzioni altre, riconducono per mano le cose perdute, ne disegnano i tratti incorrotti dai giorni, vanno via all’improvviso insieme ai fremiti di euforbia, cardo e gramigna sopraffatti dal destino che li fa sudditi del maestrale.

Che ne sanno, i predatori, di zinzuli** asciugati dal vento e incrostati dagli anni, di ciò che resta del sipario del tempo, dell’olio versato*** e scorso a fiumi insieme al sangue giù per le scale, sui sassi, sulla roccia, sulla sventura di un rimorso da rigettare danzando allo sfinimento****...

Dovrebbero saperlo, invece, prima di attraversarne la risacca viva che riecheggia lamento di perdita, che qui la notte tesse i fili spezzati di ritorni immaginari, e questa luce visioni di vele irraggiungibili e attesa di un dio che scorga la nostra lacrima tra le infinite gocce lacerate dalle maree".
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* tipi di dolci del Salento (la zona sud della Puglia), i primi di pasta frolla con la crema, i secondi con vin cotto di fichi e cioccolato.
** voce dialettale per indicare "stracci", "brandelli di tessuto". Da questa parola ha preso il nome una delle più belle grotte marine del Salento (la "Zinzulusa", abitata nel Neolitico) proprio a causa delle stalattiti calcaree che assomigliano a stracci penduli.
*** il riferimento è al tragico saccheggio di Otranto da parte dei Turchi, nel 1480. La leggenda ricorda che in quell'occasione tutto l'olio conservato nelle case (preziosissimo) andò perso nella devastazione, e scorreva come un fiume dagli orci rotti mentre si compiva il massacro. Da allora, tra le credenze in Puglia c'è quella secondo cui versare olio accidentalmente porti sfortuna.
**** faccio riferimento al morso della tarantola, il ragno velenoso, che è al centro del famoso fenomeno del "tarantolismo" e oggi viene celebrato dalla riscoperta delle tradizionali danze (la "pizzica" taranta) al suono ritmato e ossessivo dei tamburelli. Ci sono manifestazioni di carattere internazionale, a tale proposito, tra luglio e agosto, e la famosa "Notte della Taranta" a Melpignano, in provincia di Lecce.

Scusa per tutto questo spazio "rubato". Sono contenta di averti incontrato.
Ciao e a presto
Stefania

et voilà que Thoreau est pour moi un tout petit peu plus qu'un nom évoqué par des gens que j'admire

Stefania, ho cercato su "Squilibri" un posto per rispondere lungamente alla tua lettera. Ma non ho trovato. Ho tante cose da scriverti sul Sud dell'Italia. Mi farebbe piacere parlarne con te. Ma non lo posso fare qui. E' solo possibile su uno spazio privato.
A prestu, Stefania, grazie a te.
Angela

Merci à toi, Brigetoun! Je mettrai un autre extrait de Thoreau dans quelques mois, tiré d'un autre ouvrage.

Cara Angèle,
sul sito c'è sia il "bottone" della mail (lo stesso indirizzo che lascio qui sul tuo commento) che quello del contatto tramite la messaggeria della piattaforma Splinder (ma credo si debba essere almeno registrati nella community, ed è comunque una cosa che porta via cinque minuti).
Mi farà piacere :)
A presto, vado a rispondere a tutti gli arretrati e sono già stanchissima, sigh... :)

Thoreau est aussi le premier à traiter particulièrement de la désobéissance civile - qui chose importante se différencie non seulement de la guerre civile, mais encore de la rébellion. Et qui à ce titre est une des composantes de la vie démocratique. Mais peut-on comprendre Thoreau en dehors du splendide mouvement transcendantaliste ? C'est à dire sans Emerson, sans Hawthorne (tous deux mal représentés dans l'édition française)... ? - et sans Kant. Mais Angèle nous l'a fait comprendre, il s'agit d'autre chose que de camping et de randonnée. JM.

Oui, Jean-Marie, vous avez raison. D'après mes souvenirs, Thoreau s'est replié à Walden après avoir été mis à la porte de son école. Motif : insubordination. En réalité, il refusait de se soumettre aux châtiments corporels infligés aux élèves et imposés par le règlement !
Hawthorne, j'ai en mémoire La Lettre écarlate, un récit à l'atmosphère lourde et inquiétante, dans lequel l'auteur dénonce les maux infligés par les rigueurs du puritanisme.
Pour ce qui concerne Emerson, je n'ai rien lu de lui, même si je situe bien sa philosophie et les mouvements dont il est l'initiateur et qui ont marqué ma génération.
Merci, Jean-Marie, de rafraichir nos mémoires et d'établir les liens indispensables à une meilleure approche de l'oeuvre de Thoreau.

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