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20 octobre 2010

Commentaires

"La chair précieuse se déplie et s’enroule, les circonvolutions du plaisir ouvrent la voie à des cieux infernaux et la nuit dévide son fil autour des amants endormis."

Omaggio molto bello il tuo, Angèle, alla poesia di Rita Florit

Alfredo

*

La poesia di Rita R. Florit, lo si può intuire, non è abbandono sensuale; è sforzo incessante per decifrare il mondo “spando dal cuore \ notturne sillabe sonore”, uno sforzo che si paga quando il cuore diventa “l’organo del desiderio” e della volontà. "La poesia è una visione del mondo raggiunta con uno sforzo, talvolta estenuante, della volontà”. Fatica “del vivere col cuore divorato \ contratto espanso dilatato in sangue”, perché “le aperture del sangue e quelle del senso sono le stesse”. Un senso che non è più solo ideale e un corpo che non è più solo sensuale. Senso che libera il corpo e corpo che libera il senso. Corpo sensoriale e senso corporale. È nel corpo che si ridisegnano i confini del senso, mai definitivamente perduto perché nascosto nella parola che qui manca per riaffermarlo: desiderio.“Mani mi ridisegnano i confini \ da nuove agrimensure ritemprata”, a riaffiorare il desiderio sopito avido di vita e di parole e di respiri soffocati da respiri. Solo il nudo desiderio che s'interna.
"il sangue fonda e l'addolcisca amore
di me sigillo imprimi sul tuo cuore.”

da "lessness" http://www.edizionidif.it/archives/000358.html


Angela cara,

Hai scritto parole bellissime ritraendo alla perfezione non solo la mia poesia ma le sue profonde radici, la ricerca sulla lingua che mi sforzo di perseguire, il fervore che la anima... restituendola al lettore con una lingua ricercata e accativante... con sensibile competenza e grande attenzione. Il fuoco è anche nel ricercare... tu sai.
Grazie infinite amica mia, la tua amicizia e la tua stima mi onorano.

rita

Ps: ringrazio qui anche Guidu per la bella immagine che saputo abbinare al testo.



LEGAMI STRETTA AL NUDO TUO VOLERE


     Una poesia esigente quella di Rita R. Florit. Un poesia minuziosamente cesellata nella linea del poeta-orafo Pierre-Jean Jouve di cui è lettrice appassionata. Passo nel fuoco, nuova raccolta della poeta italiana, offre poesie cesellate all'oro fino, nella continuità di spirito e di immagini di Varchi del rosso. Poesia carnale dove l'incarnato della sensualità proietta il suo splendore su ogni poesia dove si dice il desiderio, la poesia di Regina R. Florit è ossessione del fuoco. Il fuoco della carne.

     « Ho fuoco in abbondanza e mi devasta
     e offrirtelo decuplica la pena ».

     « J'ai feu en abondance, il me dévaste
     et te l'offrir décuple ma peine ».

     Fuoco della passione e fuoco del tormento attraversano la raccolta da una pagina all'altra, innervano i versi e alimentano l'arte poetica di questo piccolo opus, prezioso come un “coffret de santal” riempito di fragranze rare.

     Attraverso quali sentieri oscuri e luminosi al tempo stesso ha luogo la traversata poetica da Rita R. Florit? Incantesimo per l’amato, Passo nel fuoco è un invito incandescente a cercare al centro della piaga la chiave di una passione divorante, sempre all’erta. Questo cammino esacerbato è anche quello di cui il poeta legge e dice le involuzioni e al contempo timori e paure. La carne preziosa si spiega e s’avvolge, le circonvoluzioni del piacere aprono la via a cieli infernali e la notte dipana il suo filo intorno agli amanti addormentati.

     Controcorrente rispetto ai tentativi formali della poesia contemporanea, la sensibilità poetica di Rita R. Florit si iscrive, credo, nella filiazione petrarchizzante di Gaspara Stampa o di Louise Labé. In Rita R. Florit domina la musicalità della forma chiusa dell'alessandrino o dell'endecasillabo che ben s’adatta alle forme brevi, quartine, ottave, stanze o sestine. E se si può parlare di modernità, questa si legge altrove. Nella preoccupazione di scolpire la poesia nelle spirali abilmente intagliate dell’Eros. O nelle biforcazioni del vocabolario di cui Rita R. Florit nutre la sua estetica dell'amore.

     Così, nella sinuosità di un verso, convivono forme antiche e tecnoletto scientifico. La prossimità di questi estremi crea sorpresa e spaesamento letterario. E la quintessenza di questa poesia raffinata si legge nel crogiolo delle volute carnali che accendono il desiderio. Le delizie del piacere si nutrono anche del tormento che il desiderio fa nascere. Il fuoco è là, sorgente che fa ardere la carne, fiore e brace; ceneri e rogo che la voce dell'amato, fascio di fiamme vive, basta a ravvivare. Perché l'amante si abbevera alle loro ustioni. Il suo canto implora l'amato di fare di lei l'alleata del suo desiderio:

     « Legami stretta al nudo tuo volere
     perfetto raggio di fulminea cura. »

     « Lie-moi serrée à ta volonté nue
     rayon parfait de foudroyant souci. »

     Con questa raccolta, Rita R. Florit ha vinto il Premio letterario “I miosotìs” 2009/10.


Angèle Paoli

Avevo immaginato di fare la traduzione e di proporla a Rita. Ma l'hai fatta tu, Alfredo, e ti ringrazio tanto.
Non c'è un'altra parola per "ouvragée"("cesellata") ? Viene ripetuta due volte a due linee d'intervallo, precisata la seconda volta dall'espressione "all'oro fino". Non ho ancora avuto tempo di cercare !


Giusta osservazione, ma credo che la ripetizione, poiché va nel dettaglio: “cesellata all’oro fino”, non appesantisce il discorso, ma lo completa, lo rafforza. “Ouvragée” si potrebbe tradurre con “minuziosamente lavorata”, ma non mi pare appropriato; d’altra parte in italiano si dice “cesellare una frase”. “Cesella” chi scrive finemente e accuratamente, quindi mi pare il termine più consono.
Les répétitions sont parfois nécessaires dans une langue : « qui appellent le désir » « les appels de la chair »; in italiano c’erano soluzioni diverse, quindi ho preferito non ripetere.
In ogni caso si può sempre fare meglio e “rifinire il testo”. È semplicemente un commento, e quindi senza pretese. Sicuramente ci sono periodi e espressioni non sufficientemente corrette.
E, infine, ognuno ha una propria percezione della lingua, che per altri è stridente.
Salut
alfredo
PS: et quand écriras-tu sur mes poèmes? - :))))


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